Durante la maturazione la birra viene mantenuta in tini a tenuta di pressione ad una temperatura inferiore rispetto alla fermentazione primaria. Il lievito a quella temperatura non trasforma più gli zuccheri in alcolici, ma produce CO2, cosa che fa comunque anche in fase di fermentazione primaria. Per trattenere questa anidride carbonica prodotta i serbatoi impiegati devono essere a tenuta di pressione, quindi si utilizzano maturatori o tini combinati. Il lievito in questo caso utilizza gli zuccheri residui, lasciati grazie all'arresto della fermentazione primaria. Con questo metodo si producono le basse fermentazioni: Pils, Lager, ecc. Dai maturatori esce birra pronta, cioè già stabilizzata e saturata (gassata) e da qui può essere spillata, imbottigliata o infustata, solo tramite sistema isobarico. Mentre se fai ad esempio una Ale, allora dopo la fermentazione che non viene arrestata, ma viene portata sino a completa attenuazione, si reinseriscono zuccheri esterni (non residui) eseguendo il priming, per eseguire prima la carbonatazione e poi la maturazione in bottiglia.
Mentre per rifermentazione (vedi ad esempio Weizen rifermentata in bottiglia) s'intende la terza fermentazione (fermentazione = fermentazione primaria, maturazione = fermentazione secondaria altrimenti detta stabilizzazione o affinamento, rifermentazione = terza fermentazione) che può essere eseguita in bottiglia o fusto, tramite l'aggiunta di lievito e/o mosto, solitamente diverso da quello impiegato nella primaria, viene eseguita chiaramente su birra pronta, ed ha lo scopo di apportare aromi particolari, dati dal diverso tipo di lievito immesso ed evitare la pastorizzazione.
Naturalmente questa tecnica è eseguibili solo sulle alte, visto che le basse abbisognano comunque della catena del freddo, in mancanza di sistemi conservativi quali pastorizzazione, microfiltrazione ed aggiunta conservanti. |
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